Il museo per tutti

“Il museo per tutti” è un libro scritto da Maria Chiara Ciaccheri e Fabio Fornasari, pubblicato da Edizioni La Meridiana nel 2022.
E’ un breve saggio che consiglio di leggere perché apre la mente sui concetti di accessibilità e inclusione, a prescindere dal fatto che si abbia a che fare con i musei oppure no.
Forse è proprio il fatto che sia ideato e scritto pensando alla pratica museografica a renderlo così stimolante andando oltre i confini dei musei. In fondo, i musei – in tutte le loro forme e dimensioni – non sono altro che una finestra sul mondo. Essi sono uno specchio attraverso il quale osserviamo noi stessi e la realtà attorno a noi da un nuovo e diverso punto di vista. 
Il museo con i suoi meccanismi diviene il primo campo di sperimentazione per nuove pratiche destinate ad applicarsi altrove. Rubando le parole a Fabio Fornasari: “il museo non è solo lo spazio fisico che contiene ed espone la collezione. Il museo è tutta la vita che gli ruota intorno: dentro e fuori le mura”.

copertina del libro "il museo per tutti"

Oltre lo spazio del museo

Che questo libro sia rivolto principalmente ai musei e agli operatori che vi operano è innegabile. Eppure questo testo si presta ad una lettura più libera, una lettura che si adatta facilmente alle chiavi interpretative di chiunque operi nel mondo dell’arte o della cultura in senso lato.
Queste pagine propongono approcci e linee guida che si rivelano utili e preziosi per orientarsi negli scenari complessi e mutevoli della cultura. I principi di accessibilità ed inclusione che sono affrontati nel testo diventano utili punti di riferimento. Grazie ai quali si possono individuare analogie tra la museografia e le altre forme di valorizzazione e condivisione della conoscenza.

Due punti di vista: viva la diversità!

Un libro, due autori. “Il museo per tutti” è un libro scritto a quattro mani da due ottimi professionisti del settore, a riprova del fatto che la diversità arricchisce.
Infatti, ognuno di loro porta il proprio contributo personale frutto di anni studio, lavoro e ricerca. Ne risente persino la forma letteraria dell’intero libro, la quale rispecchia le loro attitudini: Maria Chiara è precisa e lineare, Fabio è evocativo e lungimirante.
Gli autori si alternano firmando un capitolo dopo l’altro, come fosse una lunga chiacchierata in cui siamo garbatamente invitati a partecipare. E – aggiungo io – non possiamo tirarci indietro!

Al di là del numero degli autori, la molteplicità e la pluralità sono elementi cardine del saggio, nonché delle buone pratiche di accessibilità che vi sono proposte.
Il libro sposta definitivamente l’attenzione dalle disabilità alle persone, ai visitatori che varcano la soglia del museo: un pubblico che è composto da persone portatrici di interessi, desideri, conoscenze, emozioni, … Elementi mutevoli e vari ma meritevoli di essere coinvolti nel processo di partecipazione alla conoscenza, brutalmente detta “esperienza di visita”.

A questa diversa percezione del pubblico, si aggiunge una piccola rivoluzione copernicana: i visitatori contano quanto le collezioni dei musei stessi.
I visitatori reali e potenziali del museo, ciascuno diverso dall’altro, sono i beneficiari dei beni custoditi dal museo e la valorizzazione della collezione deve tenerne conto e orientarsi di conseguenza.
Può apparire scontato, eppure non lo è.
Pensate a quante volte ci siamo sentiti fuori luogo al cospetto di un’opera d’arte?
Pensate a quante volte si siamo sentiti inadeguati a comprenderne il valore e i significati?
Magari perché privi di quella conoscenza specialistica presupposta e pretesa dai visitatori. In quelle situazioni ci veniva chiesto di adeguarci all’opera e alla sua modalità espositiva, senza fornici strumenti adatti per compiere questo balzo.

“Non esiste un visitatore medio e la diversità delle persone, e le sfide che questa sottende, devono rappresentare l’unica prospettiva a cui guardare.”

M. C. Ciaccheri

Qui la risiede la novità: senza abbassare la qualità dell’offerta museale è possibile immaginare nuove forme per avvicinarsi alle peculiarità di ciascun visitatore, grandi e piccini, esperti e neofiti, locali e stranieri.
Maria Chiara e Fabio sono parte di una nuova cultura museale. In questo libro raccolgono le strategie che a livello internazionale stanno aggiornando la museografia, a dimostrazione che un nuovo modello culturale è possibile.

Perché inseguire l’accessibilità della cultura?

Un’altra valida ragione per cui vale la pena leggere questo saggio risiede nell’urgenza che viene riposta nell’accessibilità della cultura.
L’idea che l’accessibilità debba essere conseguita con il mero rispetto di regole strumentali è largamente diffusa. Un approccio alquanto burocratico e amministrativo che da un lato permette la circolazione delle persone all’interno del museo, ma non garantisce un’efficace fruizione delle collezioni conservate in quei luoghi.

“Il museo inclusivo ha il compito di espandere le emozioni delle persone perché quello è il canale più potente per fare arrivare anche i concetti più complessi.”

F. Fornasari

Brillanti capitoli di questo libro ci dimostrato che l’accessibilità dei luoghi della conoscenza rappresenta uno strumento per conseguire gli obiettivi che questi luoghi si prefiggono: scoprire il mondo che viene raccontato attraverso le loro collezioni e permettere a tutti di partecipare alla sua conoscenza.
In altri termini, l’accessibilità non è più un orpello a fin di bene, ma è una condizione intrinseca del museo per consentire una fruizione più profonda della propria collezione e accrescere la conoscenza che ne deriva.

Addirittura si può azzardare che l’accessibilità consente l’instaurarsi di un profondo legame tra le persone e il patrimonio. Un legame rappresentato dalle emozioni che nascono dalla consapevolezza del valore custodito e conservato in quel preciso luogo della cultura.
Un approccio che non cancella la qualità e la complessità di questi stessi luoghi e dei loro valori, semmai li esalta maggiormente.

Strumenti e buone pratiche

In poco più di cento pagine, i due autori ci offrono anche una rassegna di buone prassi, strumenti e metodi per mettere in pratica l’accessibilità. Sono pagine preziose in cui è possibile cogliere spunti e suggerimenti da mettere in pratica, anche subito nel vostro museo.
Però vi avverto: affidarsi solamente a queste pagine sarebbe un peccato.
L’accessibilità, in definitiva, è un magico equilibrio che funziona solo se abbiamo fatto nostre le ragioni e gli obiettivi per mirare ad una conoscenza inclusiva.

Buona lettura a tutti!

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