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Paolo Belloni

Questa intervista con Paolo Belloni non è come le altre. Iniziata con una domanda, questa conversazione è mutata subito in un libero fluire di idee e riflessioni. Un viaggio attraverso i temi classici dell’architettura verso le nuove sfide dell’architettura contemporanea: rigenerare un patrimonio costruito diffuso, talvolta dismesso o abbandonato. Ho riportato questo dialogo sui binari dell’intervista per poterlo condividere meglio. Però, ho rinunciando alla sua trasposizione scritta.

Paolo Belloni

Durante la quarantena primaverile ho coinvolto Paolo Belloni nella mia rubrica di interviste a distanza. Avrei dovuto porgli quattro domande, ma subito capii che sarebbe andata diversamente: ne è nata una conversazione appassionata e interessante. Come sempre accade chiacchierando con Paolo, avrei dovuto aspettarmelo. Considerata la sua generosa conversazione, custodire le sue riflessioni solo per me sarebbe stato un errore, meglio condividerle.

Farm Cultural Park

Farm Cultural Park è difficile da definire e descrivere. Farm è uno spazio fisico, ma è anche una visione; è un’impresa culturale, ma anche una comunità di persone; è un’operazione di recupero di un luogo, ma soprattutto un modello sostenibile di rigenerazione territoriale su base culturale. Sono curioso e ne voglio sapere di più. Per questo motivo ne parlo direttamente con Florinda, co-fondatrice di Farm Cultural Park assieme ad Andrea, Carla e Viola. Nelle sue parole si coglie tutta la passione, l’energia e la creatività che animano questo luogo.

La Sirenetta

Ci sono città che possiedono opere d’arte ingombranti. Talune lo sono perché infinitamente belle, altre lo sono per la notorietà acquisita nel tempo e non sempre per i loro meriti artistici. Quest’ultimo gruppo di opere annovera grandi e piccole sculture, architetture bizzarre o incompiute, spazi urbani privi di carattere e molto altro. Anche Copenaghen convive con un’opera ingombrante: La statua della Sirenetta. Se volete il mio consiglio, andate a vederla. La Sirenetta non la si studia sui libri di storia dell’arte né per le sue qualità artistiche né per il suo valore storico. Tuttavia, dopo averla vista, ritengo che meriti una visita

Nature’s dots

Nature dots’ è un libro innovativo scritto e composto per essere letto con gli occhi e con le dita. Descrive i paesaggi delle Torbiere del Sebino per mezzo di un linguaggio polisemico fatto da testi, disegni, fotografie e alfabeto braille.
La scrittura del libro indaga la complessità del paesaggio della Riserva: dalla sua orografia sino alla biodiversità che contraddistingue…

Paesaggi condivisi

Un intervento delicato ed essenziale. Necessario per preservare la fragilità di questo ambiente unico, dall’inestimabile valore naturalistico; necessario allo stesso tempo per estenderne l’accessibilità una molteplicità di persone, ciascuno con le proprie esigenze e specificità.
Questi piccoli padiglioni offrono un’esperienza complessa, possibile solo…