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La Sirenetta

Ci sono città che possiedono opere d’arte ingombranti. Talune lo sono perché infinitamente belle, altre lo sono per la notorietà acquisita nel tempo e non sempre per i loro meriti artistici. Quest’ultimo gruppo di opere annovera grandi e piccole sculture, architetture bizzarre o incompiute, spazi urbani privi di carattere e molto altro. Anche Copenaghen convive con un’opera ingombrante: La statua della Sirenetta. Se volete il mio consiglio, andate a vederla. La Sirenetta non la si studia sui libri di storia dell’arte né per le sue qualità artistiche né per il suo valore storico. Tuttavia, dopo averla vista, ritengo che meriti una visita

Le valli d’Argon

Le valli d’Argon intagliano il colle che dà loro il nome, una delle ultime propaggini meridionali delle Prealpi Orobie. Quegli stessi monti che lassù, al confine con la Valtellina, si mostrano aspri e arcigni, ai piedi della Pianura rivelano il loro lato più soave. Ed è proprio qui, in un lembo di terra compreso tra Bergamo ed il Sebino, che si cela un inaspettata successione di dolci colli e intime valli. Si narra che il colle d’Argon debba il suo nome ad Argo, la figura mitologica classica che tutto vede. Questo mostro, a seconda delle versioni tramandate nell’antichità, possedeva uno, quatto o cento occhi che non chiudeva mai contemporaneamente.

copertina libro Giardini, paesaggio e genio naturale

Giardini, paesaggio e genio naturale

Durante gli anni di studio al Politecnico di Milano ho avuto bravi maestri, che mi hanno dati ottimi riferimenti. Elisabetta Bianchessi, per esempio, ha sempre insistito affinché studiassimo con attenzione le opere e i testi di un certo Gilles Clément. Gilles Clément rifugge dalle tradizionali etichette professionali: definirlo uno scrittore sarebbe vero solo in parte, considerarlo un paesaggista sarebbe riduttivo, di certo è che apprezzerebbe essere riconosciuto come un giardiniere.

Nature’s dots

Nature dots’ è un libro innovativo scritto e composto per essere letto con gli occhi e con le dita. Descrive i paesaggi delle Torbiere del Sebino per mezzo di un linguaggio polisemico fatto da testi, disegni, fotografie e alfabeto braille.
La scrittura del libro indaga la complessità del paesaggio della Riserva: dalla sua orografia sino alla biodiversità che contraddistingue…

Paesaggi condivisi

Un intervento delicato ed essenziale. Necessario per preservare la fragilità di questo ambiente unico, dall’inestimabile valore naturalistico; necessario allo stesso tempo per estenderne l’accessibilità una molteplicità di persone, ciascuno con le proprie esigenze e specificità.
Questi piccoli padiglioni offrono un’esperienza complessa, possibile solo…