Un dialogo immaginario col 2020

Anche questo 2020 è passato, così bizzarro e crudele che sembrava di essere nei panni di Alice. Sì, proprio quella ragazzina che di punto in bianco si è ritrovata in un mondo onirico, che di normale aveva ben poco.
 E così, anche noi ci siamo ritrovati in una dimensione sospesa. Una primavera passata a rivivere la stessa giornata, per mesi. Un inverno trascorso vivendo le proprie vite in un turbinio di colori: giallo, rosso, arancione e poi rosso, giallo e arancione. Nomi che, a furia di essere ripetuti incessantemente, hanno perso il rimando alla tinta cromatica che dava loro la ragione di esistere.

Paolo Belloni

Questa intervista con Paolo Belloni non è come le altre. Iniziata con una domanda, questa conversazione è mutata subito in un libero fluire di idee e riflessioni. Un viaggio attraverso i temi classici dell’architettura verso le nuove sfide dell’architettura contemporanea: rigenerare un patrimonio costruito diffuso, talvolta dismesso o abbandonato. Ho riportato questo dialogo sui binari dell’intervista per poterlo condividere meglio. Però, ho rinunciando alla sua trasposizione scritta.

Paolo Belloni

Durante la quarantena primaverile ho coinvolto Paolo Belloni nella mia rubrica di interviste a distanza. Avrei dovuto porgli quattro domande, ma subito capii che sarebbe andata diversamente: ne è nata una conversazione appassionata e interessante. Come sempre accade chiacchierando con Paolo, avrei dovuto aspettarmelo. Considerata la sua generosa conversazione, custodire le sue riflessioni solo per me sarebbe stato un errore, meglio condividerle.

Gorlago: una perla bergamasca

Gorlago è una perla della Bergamasca, una tra le più preziose che si possano scovare in questa provincia. La bellezza di Gorlago non è immediata, per coglierla occorre addentrarsi nel cui del borgo tra le vie più antiche. Lì, resteremo affascinati dagli scorci e dalle opere che vi sono custodite. Proprio come le perle naturali, occorre forzare la conchiglia per raggiungere il tesoro. Il borgo di Gorlago merita di essere conosciuto e riscoperto.

L’ora d’arte

Ho acquistato L’ora d’arte d’impulso, sedotto dalla copertina. Non poteva andare diversamente: un bergamasco con la passione per l’arte non può resistere al richiamo di quell’immagine. Ma questo è un altro discorso. L’ora d’arte è un libro scritto da Tomaso Montanari per Einaudi. Nonostante non condivida sempre le posizioni di Montanari, sono sempre interessato alle sue opinioni ed all’onestà dei suoi ragionamenti. Anche in questo caso confesso che le sue parole mi hanno saputo coinvolgere.

Farm Cultural Park

Farm Cultural Park è difficile da definire e descrivere. Farm è uno spazio fisico, ma è anche una visione; è un’impresa culturale, ma anche una comunità di persone; è un’operazione di recupero di un luogo, ma soprattutto un modello sostenibile di rigenerazione territoriale su base culturale. Sono curioso e ne voglio sapere di più. Per questo motivo ne parlo direttamente con Florinda, co-fondatrice di Farm Cultural Park assieme ad Andrea, Carla e Viola. Nelle sue parole si coglie tutta la passione, l’energia e la creatività che animano questo luogo.

La Sirenetta

Ci sono città che possiedono opere d’arte ingombranti. Talune lo sono perché infinitamente belle, altre lo sono per la notorietà acquisita nel tempo e non sempre per i loro meriti artistici. Quest’ultimo gruppo di opere annovera grandi e piccole sculture, architetture bizzarre o incompiute, spazi urbani privi di carattere e molto altro. Anche Copenaghen convive con un’opera ingombrante: La statua della Sirenetta. Se volete il mio consiglio, andate a vederla. La Sirenetta non la si studia sui libri di storia dell’arte né per le sue qualità artistiche né per il suo valore storico. Tuttavia, dopo averla vista, ritengo che meriti una visita

Per scrivere bene imparate a nuotare

Io, tra mare e montagna, preferisco la seconda, però può capitare di trascorrere le vacanze in riva al mare. E lì, sdraiato sotto l’ombrellone, vivo con terrore l’arrivo di qualche animatore. Succede anche a voi? In quel momento, metto in pratica la tecnica collaudata durante gli anni di scuola: distogliere lo sguardo e celarsi dietro un libro.
Se osservati da lontano, la copertina illustrata dissimulerà agli occhi degli altri villeggianti il fatto che siete degli intrepidi secchioni in vacanza; da vicino l’animatore capirà che con gente così non può avere alcuna speranza!

Molisella Lattanzi

Molisella Lattanzi si occupa di Astronomia. A differenza dei suoi colleghi, il suo sguardo non è rivolto al cielo ma diretto a noi. Da anni, infatti, è impegnata in progetti di divulgazione scientifica. Oggi è direttore del Centro Didattico Ad Astra e di Galassica Festival dell’Astronomia, presiede l’Associazione Nemesis Planetarium ed è amministrato delegato di Visione Futuro, una società che sviluppa idee e strumenti innovativi per la divulgazione scientifica. E’ da qualche secolo che la Scienza ha rivoluzionato la nostra Cultura, eppure non le attribuiamo il dovuto rispetto. Soprattutto al giorno d’oggi.