La ballata di Buster Scruggs

un western d’autore

Di recente, complice il fatto di essere rimasti chiusi in casa per lungo tempo, ho visto il film La ballata di Buster Scruggs. A mio avviso, un western per intenditori!
Questa mia definizione avrà strappato un sorriso a coloro che hanno già visto il film, gli altri possono fidarsi. Aggiungo – per rafforzare il giudizio positivo – che si tratta dell’ultimo lavoro di Joel e Ethan Coen. In questa circostanza i due fratelli hanno lavorato nelle vesti di sceneggiatori, registi e produttori.
Quando un lavoro è opera di validi professionisti, lo si nota immediatamente.

Impiccato

Un western d’autore

La ballata di Buster Scruggs è un raffinato dipinto della frontiera americana.
Bizzarri personaggi, in situazioni surreali, mettono in scena quel dramma che amiamo chiamare Far West. E lo fanno con maestria, armati di colt e di una spietata ironia. C’è tutto ciò che cerchiamo e ci aspettiamo di ritrovare in un film western: polvere e pistole fumanti, indiani e cowboy, cavalli e carovane, buoni e cattivi.
Ma soprattutto riscopriamo il piacere della narrazione che guida la visione del film dall’inizio alla fine, pagina dopo pagina. Infatti, è proprio il movimento delle pagini a scandire e ritmare il lungometraggio. “La ballata di Buster Scruggs e altre storie della frontiera americana” è un libro d’altri tempi e appare pesantemente posato su un tavolo alla luce calda di una lampada.

«Il modello che i fratelli hanno in mente è la tradizione di narrativa breve sul West che va da Bret Harte a O. Henry, e soprattutto l’umorismo nero di Ambrose Bierce, autore di memorabili racconti western e sulla guerra di Secessione, e di un Dizionario del diavolo fatto di definizioni paradossali.»

Intense inquadrature

Ma quando si tratta di paesaggi ed inquadrature, i Coen sono quanto mai poetici. E rendono onore ad un luogo – la frontiera americana – che custodisce ancora il proprio fascino nei suoi paesaggi unici.
Le sequenze a campo lungo e lunghissimo che lasciano senza fiato sono molte, tanto che la scelta di un’immagine di copertina per questo articolo si è rivelata una vera fatica.

Un film che rivedrei volentieri, anche solo per il piacere di riguardare quelle inquadrature e godere di quei panorami.

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