Giovanni Cavalleri e Zeno Toppan

Giovanni Cavalleri e Zeno Toppan si occupano di letteratura, scrittura ed editoria. Dirigono Quanto, una rivista di letteratura speculativa, e fanno parte di Utopia, una giovane casa editrice dal nome emblematico. Ho voluto coinvolgerli in questa rubrica perché ero desideroso di conoscere il loro pensiero riguardo alla scrittura ed alle molteplici forme in cui essa si manifesta. Dialogare mi ha fatto riflettere sui tanti giovani talenti che, nonostante le difficoltà, rimangono in Italia. Spesso ci limitiamo a rallegrarci del fatto che non siano fuggiti all’estero. In realtà dovremmo fare di più: coltivare e far crescere questa voglia di fare cultura e impresa.

Le valli d’Argon

Le valli d’Argon intagliano il colle che dà loro il nome, una delle ultime propaggini meridionali delle Prealpi Orobie. Quegli stessi monti che lassù, al confine con la Valtellina, si mostrano aspri e arcigni, ai piedi della Pianura rivelano il loro lato più soave. Ed è proprio qui, in un lembo di terra compreso tra Bergamo ed il Sebino, che si cela un inaspettata successione di dolci colli e intime valli. Si narra che il colle d’Argon debba il suo nome ad Argo, la figura mitologica classica che tutto vede. Questo mostro, a seconda delle versioni tramandate nell’antichità, possedeva uno, quatto o cento occhi che non chiudeva mai contemporaneamente.

Giovanna Brambilla

In questa rubrica di brevi interviste non poteva mancare una riflessione dedicata ai Musei: un’istituzione culturale che ritengo irrinunciabile oggigiorno. Oserei dire un presidio di Cultura.
 La persona giusta con cui riflettere su questo tema è Giovanna Brambilla, non tanto per il suo ruolo all’interno della GAMeC di Bergamo, ma per la sua capacità di mettere a fuoco le questioni con estrema precisione e condurti a conclusioni profonde e sorprendenti.
Le avevo chiesto una breve presentazione per scrivere queste poche righe di introduzione, mi ha meravigliato la sua risposta: così bella che l’ho aggiunta all’intervista.

copertina libro Giardini, paesaggio e genio naturale

Giardini, paesaggio e genio naturale

Durante gli anni di studio al Politecnico di Milano ho avuto bravi maestri, che mi hanno dati ottimi riferimenti. Elisabetta Bianchessi, per esempio, ha sempre insistito affinché studiassimo con attenzione le opere e i testi di un certo Gilles Clément. Gilles Clément rifugge dalle tradizionali etichette professionali: definirlo uno scrittore sarebbe vero solo in parte, considerarlo un paesaggista sarebbe riduttivo, di certo è che apprezzerebbe essere riconosciuto come un giardiniere.

Simona Leggeri

Ho conosciuto Simona Leggeri grazie ai racconti di Alessandra. Mi descriveva con entusiasmo un museo di arte contemporanea allestito in un ex cementificio bergamasco, ricco di opere d’arte così belle da far invidia alle più celebri gallerie internazionali. E aveva ragione! Simona, oltre ad essere un’imprenditrice nel settore delle costruzioni, è un’autentica appassionata d’arte, con studi in architettura. La sua passione per l’arte è diventata parte del suo lavoro.

L’ultimo viaggio di Amundsen

Oltre il circolo polare artico, in quel labirinto di fiordi e arcipelaghi in cui la Norvegia si mischia all’Atlantico, la città di Tromsø era conosciuta a pochi in quel lontano 1928.
Tuttavia, nella tarda primavera di quell’anno, un gran via vai di idrovolanti e piroscafi animava il molo della città.
In quelle regioni della Scandinavia, le condizioni climatiche erano severe e per di più mutevoli. Il tempo, infatti, cambiava repentinamente e di solito volgeva al peggio. La cosa, a quel tempo, non era una novità e le previsioni meteorologiche stavano muovendo i primi passi.

Impiccato

La ballata di Buster Scruggs

Di recente, complice il fatto di essere rimasti chiusi in casa per lungo tempo, ho visto il film La ballata di Buster Scruggs. A mio avviso, un western per intenditori! 
Questa mia definizione avrà strappato un sorriso a coloro che hanno già visto il film, gli altri possono fidarsi. Aggiungo – per rafforzare il giudizio positivo – che si tratta dell’ultimo lavoro dei fratelli Joel e Ethan Coen. In questa circostanza, nelle vesti di sceneggiatori, registi e produttori.
Infatti, quando un lavoro è opera di validi professionisti, lo si nota da lontano.

Dorian Cara

La questione delle nuove tecnologie ed in generale dell’innovazione nelle discipline culturali mi incuriosisce molto.
Sarà per il fatto che la velocità con cui ci si deve muovere è alquanto destabilizzante. Oppure, sarà per il fatto che gli strumenti e i metodi con cui abbiamo operato sino ad oggi appaiono superati ed inefficaci. Di certo, sarà di aiuto confrontarsi sulle proprie azioni e condividere le proprie esperienze. Ne parlo con Dorian Cara, storico e critico d’arte, che in oltre venticinque anni di professione …

Corinne Baroni

Apro questa rubrica di brevi interviste con Corinne Baroni, direttrice del Teatro Coccia di Novara dal 2018 e membro del Forum per la Cultura del Trentino dal 2019. In anni passati, in aggiunta a questo, ha rivestito ruoli di rilievo in molte altre istituzioni teatrali italiane: dalla Scala di Milano, al Teatro Carlo Felice di Genova, passando per il Festival dei due Mondi sino alla Fondazione Teatro Comunale di Bologna. La scelta di intervistare Corinne, oggi, dipende dal suo atteggiamento…

Spillover, lettura al tempo del coronavirus

Ogni situazione si può rivelare un’ottima occasione per imparare qualcosa di nuovo. Per me, questa pandemia si è rivelata il pretesto per approfondire aspetti di cui non mi ero mai preoccupato. E così, grazie ad un articolo di Paolo Giordano apparso sul Corriere della Sera, ho deciso di leggere Spillover scritto da David Quammen nel 2012, nell’edizione italiana edita da Adelphi. Nonostante siano passati 8 anni dalla sua prima uscita, queste pagine sono paurosamente attuali!
Mi ero già imbattuto in questo autore leggendo la celebre rivista National Geographic…